ROCK Joey Tempest e il ritorno degli Europe in Italia (4 novembre a Milano) , tredici anni dopo
Milanoo
Ragazze rassegnatevi: Joey Tempest si è accasato. Il fascinoso cantante degli svedesi Europe, 41 anni portati con scandinava baldanza, ha ceduto al fascino di una bella inglese. «Sono sposato da più di un anno - ci racconta comodamente seduto nella hall dell'Hotel Hilton - e vivo felicemente a Londra. L'Italia? E' sempre nel mio cuore. L'anno scorso sono stato in vacanza dalle parti di San Gimigniano, un po' più giù... Il vostro è uno dei Paesi capofila del grande successo di "The Final Countdown". Ricordiamo grandi spettacoli e un'audience molto "cool"!».
Si può parlare effetivamente di vero trionfo, tra il 1986 e l'87. Numeri uno al Mondo e primissimi in Italia, Festivalbar compreso, in un momento di grande concorrenza. Ecco perché, grazie all' etichetta discografica Edel, l' Italia torna di nuovo terra di conquista per gli Europe, che a tredici anni di distanza dall' ultimo album in studio hanno pubblicato il nuovissimo "Start From The dark", guidato dal singolo "Hero", una ballata rock molto accativante.La band suonerà all' Alcatraz di Milano il 4 novembre (promoter "LiveinItaly", circuito TicketOne) dopo aver ripreso contatto con i fan in un lungo tour estivo europeo, che li ha visti headliner in numerosi festival. A Lorca, in Spagna, dove hanno suonato anche le italiane Kissexy, band-tributo ai Kiss capitanata dalla collega fotografa, e batterista, Barbara Caserta, erano in diecimila ad applaudire Tempest, Norum e Soci. Il lineup, infatti, è quello storico con Mic Michaeli, Ian Haugland e John Leven.
Perché questo ritorno?
«Avevamo tutti nostalgia degli Europe - spiega Tempest, vero nome Joakim Larsson - e dentro di noi non ci eravamo mai sciolti. E poi non abbiamo mai smesso di frequentarci. Io ho tre dischi all' attivo come solista, e Norum, un vero guitar hero per palati fini, addiritura sei! Ci conosciamo da quando eravamo ragazzini... E poi, quest' anno, è scattata di nuovo la voglia di lavorare assieme. Due settimane per fare il disco, e poi tutti assieme sul palco!».
«La cosa che ci ha fatto più piacere - commenta - e che a tanti anni di distanza abbiamo ritrovato subito il nostro pubblico. Segno di una stima che andava al di là di un successo mondiale come "The Final Countdown" ma si basava invece sull' amore per il rock classico. Le nostre fonti di ispirazione sono sempre le stesse, e cioé i grandi di sempre come Deep Purple e Led Zeppelin, ma anche Thin Lizzy. Il nuovo album ci rappresenta così, a cavallo tra suoni hard e rock melodico. Le prime reazioni degli addetti ai lavori sono state molto positive».
Il disco, effettivamente, propone un rock molto cantautorale, ben suonato e meglio cantato. Come abbiamo scritto giorni fa sul Gazzettino, è un momento di grandi ritorni da parte di artisti capaci di vendere vagonate di dischi in passato. Il motivo? Conclude Joey Tempest: «Forse effettivamente le nuove band sono meno attente alla qualità strumentale, e questo si sente nei dischi e nei concerti. Noi, anche nel momento di maggiore successo, ci siamo sempre considerati solo una rock band, con il dovere di dare al pubblico il miglior show possibile».
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